Quello che mi fa più paura di questa civiltà nata come un cancro della rivoluzione industriale non è tanto che si tratta, ormai, di un unico stato mondiale tenuto insieme, prima che da un mito fondante o dalla gestione politica, dall’interesse economico. Né che a questo interesse è asservito tutto: il lavoro, la salute, la pace e la guerra, l’alimentazione, la tecnologia. Né che l’asservimento è mascherato da un’informazione venduta, sfocata o troppo debole e da un regime democratico in cui sono i partiti a decidere, manipolando i votanti e i voti, nel tentativo di ritagliarsi il loro posto all’ombra dei veri potenti. Nemmeno che questo stato mondiale ha in sé il germe della propria fine, che sarà anche la nostra. Più dell’esaurimento delle risorse, del prossimo crack finanziario, della catastrofe ecologica e forse biologica, più delle possibili forme che avrà il 2012, mi fa paura la perdita della cosa più preziosa adesso: ogni secondo sento cancellata ciò che nei secoli ha costituito l’unica fonte di liberazione e libertà, a cui posso dare solo il nome imperfetto di magia.
Non so di cosa sto parlando, invece sì lo so. La magia è contatto non mediato col reale, scambio energetico. È conquista della sorgente, capovolgimento e trasmutazione, é potere contro l’autorità. Ne abbiamo larga testimonianza: mistici, sciamani, stregoni, taoisti, maghi, alchimisti, meditatori zen, bramini, tutto ciò che oggi sembra folklore, specie estinta o paccottaglia new age e viene deriso perché poco concreto. L’invisibile viene cancellato, come accade nella Storia Infinita. Qualche studioso ha tentato di dirlo ma sono voci isolate nel gota dei vari -ismi: Zolla, Eliade, Guenon, Harner. O tacciate di irrazionalismo. Come se non fosse l’eccesso di razionalità ad essere mostruoso. È ancora un uomo un tizio che fa il passo dell’oca? uno speculatore finanziario che si suicida? un operaio che ripete millecinquecento volte lo stesso movimento? un vecchio che guarda la tv? Cosa ce ne facciamo, a essere ottimisti, di sviluppo sostenibile, pace perpetua, fine del debito, regole del mercato, diritti umani, senza magia? Siamo privati del nostro potere, inconsapevoli di esserne privi. Hanno separato corpo e mente, rendendoci opachi a noi stessi. Viviamo e moriamo assenti. E anche questa è magia, al contrario: furto di energia, magia nera. E credo che chi lo esercita ne sia cosciente.
A volte abbiamo una percezione più intensa, un bagliore: è come un colpo di luce che illumina l’orchestrazione del mondo, il viso ed il movimento assurdi dei nostri simili, e ci mostra la vita tutta intera. La realtà continua a comunicare non appena il cielo è sgombro. E’ una rivelazione che potrebbe restituirci il nostro potere e invece ci coglie disarmati, corriamo il rischio di lasciarla da parte, dimenticarla.
Ma tu forse sai di cosa parlo e leggi dietro le parole. Queste brecce sono la sola cosa a cui mi sembra necessario credere.