E se staccassimo la spina,
uscissimo fuori, camminassimo per strada?
Dico che dovremmo svegliarci,
aprire le porte, tirar giù le pareti
e camminare per le strade.
Dovremmo smontare le automobili
e farne dei monumenti all’incomprensibile.
Dovremmo scambiarci i vestiti
fermare gli orologi, rimuovere i nomi delle vie
delle città, dei paesi,
dovremmo tentare di parlare con le bestie.
La gente che vive al mare
dovrebbe correre al mare.
Dovremmo aprire le galere e gli ospedali
perché tutti possano correre.
E non c’è più bisogno di uccidere i ladri, i politici,
saltiamo tutti in acqua,
chi sa nuotare nuoterà.
La gente che vive in montagna
dovrebbe provare a scalarla.
Tutti dovremmo scalare la montagna più alta,
per metterci alla prova.
Potremmo muovere le montagne se volessimo.
Scaleremo la montagna. Porteremo il denaro
e lo butteremo nell’aria
e lo guarderemo cadere,
portato dal vento.
E quando cade l’inverno
faremo grandi falò e useremo le torce.
Bruceremo sedie e tavoli
e mobilio, le statue dei musei delle chiese,
e libri, foto, giornali,
tutto nel fuoco:
perché é più importante mantenere il calore.
Potremmo salvare due pagine
giusto per ricordare com’era prima.
Se qualcuno protesta, lasciamolo fare.
Cambierà idea.
E staremo più vicini
e racconteremo storie, quando viene la sera.
Creeremo racconti, faremo una nuova storiografia,
potremmo fingere, potremmo fingere
che quella che finiva oggi
era l’età della pietra.