Ed eravamo poveri,
eravamo la parte pura,
eravamo diamante stella
cespuglio latrato di cane
mattino.

Eravamo stupidi come la saggezza,
più belli dove ci sporcavamo.

E non avevamo niente da dare in cambio
ma tutto ci era regalato,
ne facevamo magia.

E chi ha detto che dovevamo avere un tempo?
Diventare fotocopie
materia, cigni in un sacchetto?

Ci hanno insegnato gli avverbi.

A noi, che avevamo bei polsi,
belle orecchie, capelli graziosi.
A noi che salutavamo tutte le cose.